virus funzionamento, e tipologie dei virus informatici

 

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  Virus informatici

 

Se una volta il rischio di vedere il proprio personal computer vittima di un’infezione era piuttosto ridotto (l’Internet di massa era ancora lontana...) e i principali virus si diffondevano principalmente attraverso lo scambio di floppy disk tra amici e colleghi, oggi la diffusione della posta elettronica e l’utilizzo intensivo del web, hanno portato alla nascita di nuove tipologie di virus, favorendone enormemente la diffusione.

L’evoluzione dei sistemi operativi ha poi paradossalmente dato una spinta al proliferare di nuovi virus, sempre più pericolosi e sempre più abili a replicarsi. Anche se la maggior parte dei virus viene concepito per far danni essenzialmente per il sistema operativo più diffuso Windows.

L’arrivo dei linguaggi di scripting ha reso lo sviluppo di virus molto più semplice: i virus worm (script worm) sono infatti scritti il più delle volte in Visual Basic Script (VBS) e le competenze tecniche necessarie per la progettazione di un virus di questo tipo sono oggi estremamente ridotte rispetto al passato. Pensate che, addirittura, già da tempo sono comparsi in rete software che includono in sé routine di base e stralci di codice già pronti per creare, in men che non si dica, nuovi worm.

L’evoluzione del software ha quindi portato, insieme con i benefici che tutti conosciamo (maggiore semplicità nell’utilizzo delle applicazioni, nello sviluppo di programmi, nella gestione del sistema operativo...) anche molti svantaggi: il sistema operativo è divenuto un oggetto sempre più complesso (deve poter gestire un numero sempre maggiore di periferiche, di protocolli, si è aperto sempre di più alla rete Internet...) tanto che alcuni bug e vulnerabilità (non messi a nudo durante le fasi di beta testing) vengono proprio sfruttati da parte dei cosiddetti Network worm o Internet worm per far danni.

Grazie proprio a carenze di sicurezza del sistema operativo, non tempestivamente risolte, i virus di tipo Internet worm sono in grado di insediarsi "indisturbati" all’interno del sistema "vittima".
Basti pensare ai danni che il virus Nimda (il primo a sfruttare in modo intensivo le vulnerabilità del sistema operativo) ha causato nel 2001, a livello mondiale. La sua principale caratteristica è quella di sfruttare una vulnerabilità insita all’interno di Windows per autoeseguirsi e per diffondersi, così, indisturbato.

Con Nimda si è voluto dimostrare che a volte, nonostante non vengano aperti allegati infetti, il proprio sistema può essere ugualmente "contagiato" qualora non si abbia provveduto ad installare le necessarie patch a risoluzione delle varie vulnerabilità. Nimda è in grado di sfruttare le risorse condivise nelle reti locali per diffondersi ulteriormente.

Ciò significa che il worm esamina la rete cui appartiene il computer infetto ricercando le cartelle condivise che permettono la scrittura. Non appena viene trovata una cartella con i diritti di scrittura, Nimda la rinomina ed inserisce, al suo interno, il codice virale. Il worm sfrutta poi una vulnerabilità di IIS (il server web usato da parte del 30% dei server di tutto il mondo; fonte Netcraft Web Server Survey) denominata IIS Web Directory Traversal per la quale era stata già rilasciata una patch ma che evidentemente pochi avevano provveduto ad installare. Gli utenti che si collegavano ad un server web infetto, ricevevano così la richiesta di scaricare un file .eml (estensione associata alle e-mail di Outlook) che conteneva, in allegato, il pericolosissimo worm. Chi faceva uso della versione 5.0 di Internet Explorer riceveva la richiesta di download del file virale mentre chi usava la versione 5.5 senza aver installato le opportune patch veniva automaticamente colpito dal virus.
 

I worm, di qualunque genere essi siano, trovano nella posta elettronica il principale (nonché ideale) mezzo di diffusione. Sempre più di frequente, infatti, è possibile imbattersi in loro come semplici allegati ai messaggi di posta.
Fino a qualche tempo fa, i virus di qualunque genere - non potevano nuocere se non ne veniva eseguito il codice virale da parte dell’utente (generalmente, con il classico "doppio clic"). Oggi i virus worm stanno facendo di tutto per fare in modo di essere attivati anche senza il "doppio clic": ciò può rendersi possibile, appunto, sfruttando vulnerabilità del sistema operativo, del client di posta elettronica o del browser Internet (Nimda docet...).

Definizione di Virus

Nell'uso comune il termine virus viene erroneamente e frequentemente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di "infestanti" diverse, come ad esempio hijacker, trojan o dialer.

Un virus per essere definito tale; DEVE AVERE queste caratteristiche:

E' un software è non come alcuni dicono un frammento o porzione di programma.
Perchè programma può essere già definito la famosa stringa "Ciao Mondo" di comparsa sul video schiacciando un pulsante del software stesso; appartenente alla categoria dei malware, (MALicious e softWARE, software dannoso) che è in grado, una volta eseguito, di infettare dei file in modo da riprodursi facendo copie di se stesso, generalmente senza farsi rilevare.
Quindi la caratteristica saliente è l' AUTOREPLICAZIONE automatica di se stesso, che può essere identica alla copia originale o evoluta.

I virus possono essere o non essere direttamente dannosi per il sistema operativo che li ospita, ma anche nel caso migliore comportano un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso dall'utente, alcuni virus sono benigni, non danneggiano il sistema infettato ma si manifestano con immagini o suoni, ma comunque sono malware perchè si installano senza la volontà dell'utente e comunque sono difficili da rimuovere.
 

Si possono distinguere due fasi di un virus:

Quando è solo presente su un supporto di massa (disco fisso, floppy, CD, ...) il virus è inerte, anche se copiato sul proprio PC non è in grado di fare nulla fino a quando non viene eseguito il programma che lo ospita;
quando è stato caricato in memoria RAM il virus diventa attivo ed inizia ad agire.
Principalmente un virus esegue copie di se stesso spargendo l'epidemia, ma può avere anche altri compiti molto più dannosi (cancellare o rovinare dei file, formattare l'hard disk, aprire delle backdoor, far apparire messaggi, disegni o modificare l'aspetto del video).

Come funzionano i virus

Un virus è composto da un insieme di istruzioni, come qualsiasi altro programma per computer. È solitamente composto da un numero molto ridotto di istruzioni, (da pochi byte ad alcuni kilobyte), ed è specializzato per eseguire soltanto poche e semplici operazioni e ottimizzato per impiegare il minor numero di risorse, in modo da rendersi il più possibile invisibile.
Tuttavia, un virus di per sè non è un programma eseguibile, così come un virus biologico non è di per sè una forma di vita.

Un virus, per essere attivato, deve infettare un programma ospite, o una sequenza di codice che viene lanciata automaticamente, come ad esempio nel caso dei boot sector virus. La tecnica solitamente usata dai virus è quella di infettare i file eseguibili: il virus inserisce una copia di se stesso nel file eseguibile che deve infettare, pone tra le prime istruzioni di tale eseguibile un'istruzione di salto alla prima linea della sua copia ed alla fine di essa mette un altro salto all'inizio dell'esecuzione del programma.

In questo modo quando un utente lancia un programma infettato, viene dapprima impercettibilmente eseguito il virus, e poi il programma. L'utente vede l'esecuzione del programma e non si accorge che il virus è ora in esecuzione in memoria e sta compiendo le varie operazioni contenute nel suo codice.
 

Tipologie di virus

I virus, dal 1985, anno della creazione del primo virus informatico in grado di riprodursi automaticamente, si sono evoluti e sono stati pian piano raggruppati in categorie. Oggi si conoscono:

MacroVirus: sono i virus più semplici da realizzare e proprio per questo i più diffusi. Usano come veicolo le macro, quelle funzioni cioè presenti in programmi come Word o Excel che permettono di registrare una sequenza di operazioni desiderate evitandone la ripetizione. Il virus si nasconde nelle macro di un documento e si avvia non appena questo viene aperto. E' in grado di cancellare i file, di rinominarli e di modificarne il contenuto.

Polimorfici: un virus "evoluto" ha questa caratteristica, questi virus sono in grado di modificare la propria struttura, per non essere individuati dai programmi antivirus; fortunatamente esistono sistemi di scansione "euristici", che vanno a capire le azioni che un programma potrebbe compiere e avvertono se potrebbero essere dannose.

Retrovirus: i virus dotati di questa caratteristica, oltre al danno normale, va ad attaccare i programmi antivirus, facendoli funzionare male o rendendo impossibile la loro installazione.
Bombe a tempo (Timer Virus): un virus che è così definito, è progettato per avviarsi solo dopo una certa data, ora o azione, può per esempio essere programmato per avviarsi il 25 dicembre a mezzanotte e durare solo un minuto....sta alla fantasia del creatore.

Boot virus e MBR virus si installano nella parte dei dischi che permette l'avvio del computer. Essi risiedono, nel primo settore di avvio del disco rigido e si attivano nello stesso momento in cui il computer viene acceso: per tale motivo essi vengono eseguiti nello stesso istante in cui il computer viene acceso, e quindi difficilmente rilevabili da un antivirus. Questa categoria di virus è stata la prima ad essere creata,ma oggi il suo uso è molto limitato, dovuto all'accesso 32-bit di Windows 9x al disco.
In questo modo si rendono anche "invisibili" agli antivirus che non sono ancora in funzione e quindi non possono agire.

File Viruses: E' la categoria principale, in quanto sono i virus più diffusi. Sono file che si sovrascrivono su altre applicazione (.exe, .com, .bat ecc.), ed al momento che lanciamo il programma infettato, il virus si installa ed infetta prontamente altre applicazioni.

Memory Resident: resta scritto nel computer anche in seguito alla cancellazione, per eliminarlo di deve eseguire la cancellazione ed il secure erase, un operazione che cancella definitivamente i dati dal disco fisso.

Size Stealth: dimensioni nascoste, impedisce di sapere quali sono le sue dimensioni.

Full Stealth Encrypting: invisibilità piena, non viene visualizzato dal sistema operativo, viene però rilevato dai programmi antivirus

Encrypting: si cripta (codifica) per restare nascosto (simile al polimorfico).

Non possono essere definiti virus le due tipologie qui sotto descritte perchè non hanno la peculiarità sopra descritta di essere autoreplicanti.

Hoaxes: Sono delle falsità, spesso dei comunicati via e-mail che ci avvertono della presenza di un nuovo virus, e "di non aprire mai alcun allegato altrimenti verremo infettati...", ma in realtà sono solo burlonate, perchè il virus non esiste affatto.
 

Un trojan o trojan horse (Cavallo di Troia), è un tipo di malware. Deve il suo nome al fatto che le sue funzionalità sono nascoste all'interno di un programma apparentemente utile; è dunque l'utente stesso che installando ed eseguendo un certo programma, inconsapevolmente, installa ed esegue anche il codice trojan nascosto.

In genere col termine Trojan ci si riferisce ai trojan ad accesso remoto (detti anche RAT, di cui esistono anche versioni legali, come GoToMyPC o PCAnywhere, molto più funzionali delle backdoor illegali, ma che non sono dei cavalli di Troia poiché l'utente che li usa sa ciò che fa), composti generalmente da 2 file: il file server, che viene installato nella macchina vittima, ed un file client, usato dal pirata per inviare istruzioni che il server esegue. In questo modo, come con il mitico stratagemma adottato da Ulisse, la vittima è indotta a far entrare il programma nella città, ossia, fuor di metafora, ad eseguire il programma.

I trojan non si diffondono autonomamente come i virus o i worm, quindi richiedono un intervento diretto dell'attaccante per far giungere l'eseguibile malizioso alla vittima. Spesso è la vittima stessa a ricercare e scaricare un trojan sul proprio computer, dato che i cracker amano inserire queste "trappole" ad esempio nei videogiochi piratati, che in genere sono molto richiesti o insieme ad altri programmi. Vengono in genere riconosciuti da un antivirus aggiornato come tutti i malware. Se il trojan in questione non è ancora stato scoperto dalle software house degli antivirus, è probabile che esso venga rilevato, con la scansione euristica, come probabile malware.

Un trojan può contenere qualsiasi tipo di istruzione maliziosa e pornografica. Spesso i trojan sono usati come veicolo alternativo ai worm e ai virus per installare delle backdoor o dei keylogger sui sistemi bersaglio.
 

I virus possono appartenere contemporaneamente a più categorie descritte infatti molti virus sono criptati, quindi appartengono alla categoria encrypting, e sono nello stesso tempo dei worm.

              


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